Platea folta con genitori e nonni, scroscio d’applausi, lacrime di commozione e sorrisi COSÍ GLI ALUNNI DELLA VB HANNO CHIUSO L’ANNO SCOLASTICO di Luciana Fusco SULMONA – Una serie di cortometraggi, uno dopo l’altro, per circa un’ora, attraverso i quali gli spettatori hanno potuto “assaporare” il gusto delle attività socio-didattiche svolte d Quinta B: applausi, lacrime e sorrisi ai propri figli, durante l’anno.
Data: 22 Giugno 2016
Platea folta con genitori e nonni, scroscio d’applausi, lacrime di commozione e sorrisi
COSÍ GLI ALUNNI DELLA VB HANNO CHIUSO L’ANNO SCOLASTICO
di Luciana Fusco
SULMONA – Una serie di cortometraggi, uno dopo l’altro, per circa un’ora, attraverso i quali gli spettatori hanno potuto “assaporare” il gusto delle attività socio-didattiche svolte d
Quinta B: applausi, lacrime e sorrisi
ai propri figli, durante l’anno. Così insegnanti e alunni della VB hanno festeggiato la conclusione dell’anno scolastico all’interno del plesso della Scuola Primaria “G. Lombardo Radice”. Attenuante per trascorrere le ultime ore di scuola con i genitori, nonni e parenti, e mettere in risalto come gli stessi alunni sono cambiati e soprattutto cresciuti per poter percorre il nuovo sentiero verso la scuola media. Platea folta e scroscio d’ applausi, lacrime di commozione e sorrisi, hanno “decretato” un fine d’anno scolastico vivace degli alunni, che hanno voluto ricordare con fotogrammi proiettati sullo schermo. Si tratta di tante e importanti esperienze come la produzione di filastrocche e giochi linguistici per creare un filo-conduttore che unisce i diversi ordini di scuola con il fine di favorire il passaggio degli alunni alle scuole medie, evitando l’insorgenza di fenomeni di disagio e creare un clima di integrazione culturale e sociale, ma anche di evitare forme di disaffezione scolastica. Ma non sono mancate testimonianze proiettate per evidenziare la partecipazione degli stessi alunni, con grande divertimento ai giochi sportivi invernali tenutisi al Palazzetto dello Sport. E che dire del progetto Bici Scuola?… E la realizzazione di uno spot educativo denominato “Pedala e vai, ma senza casco mai”. Slogan ideato nell’ambito delle attività di educazione stradale. Alunni in strada e nel parco fluviale hanno realizzato un video-spot di tre minuti sulla promozione dell’uso del casco, seppur in Italia non sia obbligatorio. Il video clip, peraltro, ha partecipato al progetto Bici Scuola giunto alla quattordicesima edizione, promossa da RCS Sport e La Gaz
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zetta dello Sport, in occasione del Giro d’Italia 2016. Significativi anche il laboratorio di recitazione e le numerose escursioni in città per stimolare la conoscenza della storia e della cultura del territorio e concorrere alla formazione dell’identità locale. Il tutto denominato Progetto “Arte in città”. Ma l’esordio della VB è stato l’iniziativa ispirata alla legalità promossa da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, fondata da don Luigi Ciotti, che in tre distinti incontri ha messo in risalto l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e contro il dilagare della criminalità organizzata, della corruzione, ma anche contro il crescente senso di illegalità. Questi, dunque, i temi salienti trattati e illustrati ai genitori in platea, anche se l’esperienza indelebile, che rimane improntata negli archivi della scuola e che ha superato il picco della didattica educativa e formativa è stato e rimane quello di aver realizzato in classe un vero e proprio giornale in formato A3 e con tanto di comitato di redazione la cui testata è “La locomotiva” , già pubblicata nel 1905 dai lavoratori delle ferrovie di Sulmona, in particolar modo dai conduttori e fuochisti delle locomotive a vapore. Categorie di lavoratori che un tempo hanno lottato per una migliore la vivibilità all’interno del posto di lavoro e che allo stesso tempo hanno dato l’input per la continuazione verso il progresso dal quale è partorita l’Alta Velocità. Insomma, la scuola è finita con l’arricchimento di proposte formative di grande significato. E i bambini hanno dimostrato ai propri genitori di aver lavorato con grande stile e impegno sotto l’egida delle docenti e della “Buona Scuola” dimostrando che tali attività favoriscano sì la socializzazione, l’aggregazione, il modo di approcciarsi nel corso della propria crescita, ma valorizzino anche le risorse del territorio locale, nazionale e per il bene comune.